Velluto Da Mariano Fortuny a Gucci velvet From Mariano Fortuny in Gucci

Art Nouveau, simbolismo, onirismo e fantasia, ma soprattutto: lusso e lussuria. Che sia in versione slim e devoré, come nel completo pantalone Balmain, ton sur ton di massima sofisticazione, o che sia morbidamente atemporale come il total senape di Maison Martin Margiela, comunque richiama alla mente una young&dark lady anni 70, di falsa innocenza e certo potere. Poi angeli malefici. Vagamente debut du siècle, in tinta sangue e taglio sbieco, come Lawren Scott vede e prevede, oppure angelo nero come appare da Gucci: una malefica e svolazzante castellana, sbuffi e ricami in movimento, fragilità da guardaroba Haute Bouquet. E’ uscita da una fauna oscura, da un universo organico che prende ispirazione dal mondo gotico, la fata drammaticamente elegante di Bottega Veneta, e quella che miscela coquette e couture di Emporio Armani. Kenzo trascina il lusso velvet nell’eleganza uniform, e traduce Sessanta e Novanta in odierno apparente rigore. Rigorosamente chic il nero velluto e assoluto di Hérmes, altrettanto sintetico il rosso smoking di Jenny, ultime declinazioni di silhouette monocromo: linee chiare, e tinte prive d’incertezza.

Debut du siecle
Stilisti indiscussi dei primi anni del ‘900 restano Mariano Fortuny e Paul Poiret. Il sarto Poiret rivoluziona i colori e le linee della moda, coprendo le donne di lusso, velluti e arabeschi, Fortuny stampa l’oro sul velluto e altro, con disegni così personali che quel tipo di trama passerà alla storia come tessuto Fortuny. Così come immortale rimane il suo abito Delphos, ispirato alle statue greche: lungo, essenziale, tutto plissettato e irregolare.
Altrettanto iconici i mantelli in velluto di Jeanne Lanvin,  creatrice che assorbe influenze orientali e utilizza il lungo da giorno/da sera con ricchi ricami.

anni Cinquanta
Lei. Il decennio comincia con abiti e gonne che presentano fondamentalmente due linee. Una gonna molto ampia tagliata a godets, mezza ruota o ruota intera, l’altra completa tailleurs dalla gonna molto stretta. Vita stretta e posizionata nel punto naturale, anche se non mancano proposte ispirate allo stile “Impero”, soprattutto per la sera, con busto  stretto, gonna sorretta da crinolina e uso di tessuti sfarzosi: sete, rasi, velluti, tulle, broccati ricamati, cosparsi di applicazioni di vario genere…. Le sorelle Fontana e Schubert tra gli interpreti più rinomati di questo stile ricco e ridondante.

Lui. in Inghilterra nel dopoguerra, verso gli anni 50, poi massimamente negli Usa, esplodono i Teddy Boy: tra i primi movimenti giovanili caratterizzati dalla musica nel diciannovesimo secolo.
Il loro nome deriva dallo stile edwardiano inventato da alcuni sarti: mantelle o giacche scure, di solito rivestite di velluto e di scura tonalità, jeans a tubo e capelli impomatati all’indietro con un vistoso ciuffo che s’innalzava sulla fronte.

Sessanta
la seconda ondata Mods abbraccia lo stile Edwardiano dei vestiti che gli Absolute Beginners avevano portato. I vestiti di velluto con i grandi risvolti sono ancora abbastanza alla moda, e lo saranno ancora nei 70 con i revivalisti che li portano con colori luminosi e le loro Doctor Martens.

Settanta e non solo
Lo stile bohèmien, che attraversa le epoche, influenze e continenti con facilità. Sguardo è rivolto verso Est, con mix smaccatamente vintage tra il figlio dei fiori, il contestatario borghese e il ballerino di disco music: completi di velluto dai pantaloni leggermente scampanati, camicie con fantasie paisley, lunghe sciarpe ethnic-inspired, cappelli, stringate in tono. Ovvero nei colori autunnali e decisamente ’70 come bordeaux, ametista, blu di Prussia, petrolio, e tutta la panoplia dei marroni, illuminati d’arancione..

 

Art Nouveau, Symbolism, and dreamlike fantasy, but above all, luxury and lust. What is a slim version and devore, as in the pantsuit Balmain, ton sur ton maximum sophistication, or that is softly timeless as the total mustard Maison Martin Margiela, still recalls a young & dark lady of the 70, of feigned innocence and certainlypowers. Then evil angels. Vaguely debut du siecle, matching blood and bias cut, as Lawrence Scott sees and provides, or appears as a dark angel of Gucci: a malign and floating castle, puffs and embroidery on the move, embrittlement wardrobe Haute Bouquet.And ‘out of a dark animal, from an organic universe that takes inspiration from the Gothic world, the fairy dramatically elegant Bottega Veneta, and what mix of couture coquette and Emporio Armani. Kenzo drag the luxurious elegance velvet uniform, and translates sixties and nineties in today’s apparent rigor. Strictly chic black velvet and absolute Hermes, just as synthetic red tuxedo Jenny, the latest variations of monochrome silhouette: the clear lines and colors with no uncertainty.

Debut du siecle
Undisputed designers of the early ‘900 remain Mariano Fortuny, Paul Poiret. The tailor Poiret revolutionized the colors and lines of fashion, women covering luxury velvets and arabesques, Fortuny printed velvet and gold on the other, with personal designs so that kind of storyline will go down in history as Fortuny fabric. As the immortal remains his Delphos gown, inspired by Greek statues: Long, basic, pleated all over and irregular.
Equally iconic velvet cloaks of Jeanne Lanvin, absorbing creative influences from Eastern and uses the long day / evening with rich embroidery.

Fifty years
Lei. The decade began with dresses and skirts that have basically two lines. A very wide skirt godets cut, half-wheel or full wheel, the other full skirt suits from very close. Narrow waist and positioned in the natural point, although there are proposals inspired by the style “Empire”, especially for the evening, with narrow chest, supported by crinoline skirt and use of rich fabrics: silks, satins, velvets, tulle, embroidered brocades, sprinkled with applications of various kinds …. The Fontana sisters and Schubert among the most renowned performers of this style rich and redundant.

Him in England after the war, towards the year 50, then especially in the U.S., exploding Teddy Boy: one of the first youth movement characterized by the music in the nineteenth century.
Their name derives from the Edwardian style invented by some tailors dark jackets or capes, usually lined with velvet and dark shades, jeans and slicked-back hair cut with a showy tuft that rose on the forehead.

Sixty
the second wave Mods embraces the style of Edwardian clothes he had brought Absolute Beginners. The dresses with velvet lapels are big enough to fashion, and will be again in 70 with the revivalists who carry them with bright colors and their Doc Martens.

Seventy and beyond
The bohemian style, through the ages, influences and continents with ease. Eyes are turned towards the East, with blatantly mix between vintage flower child, protesting the bourgeois and the disco dancer: Full velvet slightly flared pants, shirts with paisley patterns, ethnic-inspired long scarves, hats, lace-tone . Or in autumnal colors and decidedly ’70s as burgundy, amethyst, Prussian blue, oil, and the whole panoply of brown, orange-lit.

 
 
 
 

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